Quanto dura un materasso in memory foam?

La durata di un materasso in memory foam dipende da una serie di motivi legati all’aerazione del prodotto, la frequenza d’uso, il peso da sostenere, il tipo di utilizzo, e soprattutto, la qualità dei materiali che lo compongono.

durata materasso in memory foam

INDICE
1. Cosa incide sulla durata di un materasso in memory foam?
1.1 Peso corporeo
1.2 Manutenzione
1.3 Frequenza d’uso
2. I principali segnali per capire quando cambiare il materasso
2.1 Mal di schiena
2.2 Cedimento
2.3 Eccessiva morbidezza
3. Come ridurre l’usura del materasso in memory foam
3.1 Proteggere il materasso
3.2 Ruotare il materasso
3.3 Controllare la compatibilità della rete a doghe

Cosa incide sulla durata di un materasso in memory foam?

Miglior materasso in memory foam

Non è mai facile stabilire la durata di un materasso, comunque per modelli in memory foam di alta qualità possiamo supporre la sostituzione dopo 8 anni di utilizzo. Tale stima scende, anche sensibilmente, in presenza di prodotti economici realizzati con schiume viscoelastiche poco performanti e qualora non ci prendiamo cura del materasso.

In questo articolo discuteremo di ciò che influisce sulla longevità di un modello in memory foam e dei segnali che indicano quando è ora di procedere all’acquisto di un nuovo materasso.

Il tempo è senza dubbio un elemento che influenza la longevità del materasso, tuttavia non è l’unico fattore. Frequenza e modalità di utilizzo, peso corporeo e pulizia sono altri aspetti da tenere in considerazione.

Peso corporeo

Il peso del corpo influisce sulla longevità del materasso anche se viene distribuito, più o meno uniformemente, dalla posizione sdraiata assunta durante il riposo. Le persone molto pesanti esercitano una pressione maggiore e ciò causa una notevole compressione dei materiali, nonché un deterioramento del memory foam più rapido.

Manutenzione

Spesso si sottovaluta come una trascurata manutenzione e pulizia del materasso possa incidere sulla sua durata. Un’abitudine piuttosto diffusa è mangiare e bere a letto, magari guardando la TV. Versare acqua o altri liquidi e lasciare detriti di cibo attira acari, batteri e microorganismi, nonché favorisce la crescita di funghi e muffe.

Non dobbiamo dimenticare nemmeno il sudore che penetra anche in profondità e l’accumulo superficiale di cellule epiteliali e polvere. Se non provvediamo ad un’accurata e periodica pulizia, tutti questi detriti finiscono col generare cattivi odori, favorire allergie cutanee e respiratorie ma anche danneggiare gli strati di memory foam.

Da un recente studio, un materasso matrimoniale in memory foam dopo 8 anni d’uso pesa circa 1 kg in più, indovinate perché? L’aumento di peso è dovuto ad acari e polvere!

Attualmente il sistema più semplice per igienizzare il materasso è l’utilizzo di un batti materasso con lampada UV, in sostanza è un sistema di aspirazione dotato di una lampada a raggi ultravioletti in grado di distruggere batteri e virus.

Frequenza d’uso

È chiaro come il materasso della camera degli ospiti durerà molti più anni rispetto ai materassi utilizzati tutti i giorni dai membri della famiglia. Le quotidiane sollecitazioni comprimono la schiuma viscoelastica che, anno dopo anno, perde le sue proprietà automodellanti e quella elasticità che gli consente di tornare alla forma originale.

Trascorso un periodo di circa 8 anni, il materasso presenta cedimenti e affossamenti nelle zone abitualmente occupate durante il riposo. Pertanto, quanto più tempo il materasso deve sopportare un peso e tanto minore risulta la sua durata. In tal senso è bene prestare attenzione a cosa appoggiamo sopra il materasso.

Lasciare borse pesanti, libri, computer portatili e altri oggetti magari per molto tempo, alla lunga può deteriorare il materiale. Sebbene si tratta di pressioni inferiori rispetto a quelle esercitate dal peso di una persona, la concentrazione continua della sollecitazione in un’area limitata può causare cedimenti prematuri.

I principali segnali per capire quando cambiare il materasso

Quando sostituire vecchio materasso

Un materasso in memory ormai arrivato al termine del suo ciclo di vita mostra chiari segni d’usura e nel contempo provoca un peggioramento della qualità del sonno. Ecco quali segnali devono allarmare.

Mal di schiena

Alzarsi la mattina con dolori vari alla schiena non è mai un buon segnale. Le cause potrebbero anche riguardare un aumento del peso corporeo o particolari situazioni di stress che portano ad un sonno disturbato, in questo caso è bene acquistare un materasso specifico per il mal di schiena.

Mentre, se la nostra condizione psico-fisica non è cambiata, la comparsa di dolori in zona lombare o cervicale sono sintomo di un cedimento o eccessiva morbidezza del materasso. Ciò significa che la schiuma viscoelastica non è più in grado di assicurare la funzionalità di quando era nuova o comunque dei primi anni di utilizzo.

Le continue sollecitazioni hanno deteriorato il materiale, provocando un disallineamento della colonna vertebrale e un relativa contrazione della muscolatura.

Cedimento

Una delle caratteristiche del memory foam è il supporto a portanza differenziata in base ai punti di maggior pressione. Quando avvertiamo una mancanza di sostegno in queste aree e cambiamo con più frequenza posizione durante la notte, è probabilmente arrivato il momento di sostituire il materasso.

Purtroppo quando la schiuma poliuretanica cede e perde la sua tipica elasticità, anche l’aggiunta di un topper non porta a grandi benefici in quanto appoggia su un sostegno ormai compromesso.

Eccessiva morbidezza

I materassi in memory foam tendono ad ammorbidirsi con l’uso prolungato, ma quando la morbidezza diventa eccessiva diminuisce il comfort percepito. In questi casi potrebbero insorgere dolori a schiena, spalle, anche e articolazioni.

Come ridurre l’usura del materasso in memory foam

Metodi per igienizzare il materasso

Proteggere il materasso

Oltre all’accurata pulizia ogni 2 / 3 mesi, è importante applicare un coprimaterasso di ottima qualità in modo che sporco e soprattutto liquidi non possano penetrare negli strati interni. Non dimentichiamo come il memory foam sia un materiale spugnoso che assorbe facilmente umidità e sudore, generando cattivi odori e favorendo la crescita di muffe e funghi.

Ruotare il materasso

I produttori suggeriscono, solitamente, di ruotare ogni tre mesi il materasso. Così facendo otteniamo un’usura uniforme e ne prolunghiamo la durata. Modelli vecchi potrebbero richiedere anche il ribaltamento, mentre materassi in memory foam di ultima generazione hanno solitamente un solo lato d’uso. In ogni caso, consiglio di consultare le istruzioni o chiedere informazioni al venditore prima di intervenire.

Controllare la compatibilità della rete a doghe

Un materasso in memory foam ha bisogno di una rete a doghe rigida e stabile. La scelta deve ricadere su reti con doghe in legno, meglio se distanziate di circa 6 / 7 centimetri. In questo modo gli strati in schiuma riescono a lavorare con efficacia e distribuire uniformemente il peso del corpo, evitando un deterioramento prematuro della schiuma.

Migliori materassi in memory foam